28.3.15

CURIOSITA': il termine Wabi-Sabi

Ho letto il libro di Leonard Koren "Wabi-Sabi" che ho trovato interessante, ne condivido qualche spezzone per fare chiarezza su questo concetto così lontano dalla nostra cultura e dalla nostra visione delle cose.
Significato del termine Wabi-Sabi
Arriva da Giappone ed i giapponesi non definiscono con parole il concetto categorico ma lo percepiscono, capiscono la sensazione del wabi-sabi. Fin quasi dalle origini è stato associato indirettamente al buddismo zen, potrebbe essere definito per molti versi "lo Zen delle cose", anticamente praticato durante le cerimonie del tè.
Le parole wabi e sabi non si traducono facilmente. Wabi si riferiva originariamente alla solitudine della vita nella natura, lontana dalla società; sabi significava "freddo", "povero" o "appassito". Verso il 14esimo secolo questi significati iniziarono a mutare, assumendo connotazioni più positive. Wabi identifica oggi la semplicità rustica, la freschezza o il silenzio, e può essere applicata sia a oggetti naturali che artificiali, o anche l'eleganza non ostentata. Può anche riferirsi a stranezze o difetti generatisi nel processo di costruzione, che aggiungono unicità ed eleganza all'oggetto. Sabi è la bellezza o la serenità che accompagna l'avanzare dell'età, quando la vita degli oggetti e la sua impermanenza sono evidenziati dalla patina e dall'usura o da eventuali visibili riparazioni.
Una traduzione molto semplice potrebbe essere "bellezza triste", "bellezza malinconica, chiusa in sé".
E' la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute.
E' la bellezza delle cose umili e modeste.
E' la bellezza delle cose insolite.
Il Wabi-Sabi:
implica una visione intuitiva del mondo, cerca soluzioni personali ed individuali, nega il progresso, orientato al presente, crede nella fondamentale incontrollabilità della natura, ha una concezione romantica della natura, un'organizzazione organica della forma (forme e margini morbidi e indefiniti), uso di materiali naturali, di aspetto grezzo, si adegua al degrado e all'usura, la corrosione e la contaminazione ne arricchiscono l'espressione, funzionalità e utilità sono valori secondari, l'imperfezione della materia è un ideale da perseguire, c'è una stagione per ogni cosa.
Può essere considerato un sistema estetico completo:
Fondamento metafisico: le cose regrediscono verso il nulla, o si evolvono da questo.
Valori spirituali: la verità deriva dall'osservazione della natura; i dettagli trascurati o poco appariscenti possiedono una loro "grandezza"; da ciò che è brutto si può ottenere il bello.
Stato d'animo: accettare l'inevitabile; apprezzare l'ordine del cosmo.
Precetti morali: sbarazzarsi di tutto ciò che è superfluo; concentrarsi sugli aspetti essenziali, ignorando la gerarchia materiale.
Qualità materiali: evocazione di un processo naturale; irregolarità; intimità; modestia; grossolanità; indeterminatezza; semplicità.
E' uno stile di vita, un cammino spirituale, un ideale estetico ma soprattutto un'esperienza interiore che cambia il nostro modo di vedere gli oggetti, di vivere gli istanti, di abitare la natura, esalta la nostra capacità di trovare l'armonia anche nelle cose apparentemente più dimesse, nei riti semplici.
Un modo di pensare che investe tutti gli ambiti della vita e che porta la bellezza, l'eleganza e l'essenzialità nel quotidiano.
E' un concetto universale, prezioso e seducente, che può arricchire è completare la cultura occidentale, capace di restituire all'arte del vivere saggezza ed equilibrio.
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